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CASASTORIE: ADOLESCENTI AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

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Racconti della prima settimana

 

 

Scriviamo da quel posto in cui ci troviamo tutti da alcuni giorni a questa parte, ovvero tra le mura delle nostre abitazioni, più nello specifico dalle mura della nostra camera, dalle quali stiamo provando a capire come il corona virus sta stravolgendo le nostre vite, e non solo quelle….!

Abbiamo sentito dire in giro che questa situazione nella quale ci troviamo si chiama quarantena, ma sembra un po’ troppo catastrofico, e per questo ci piace più definirla “pausa di riflessione” da una vita che ti affanna; d’altronde le conosciamo bene queste tipologie di pause e ora, almeno per una volta nella vita le vivremo tutti in contemporanea.

 

Cosa sta accadendo lo sappiamo tutti, c’è una pandemia in giro per il mondo, di cui conosciamo il nome ma non sappiamo esattamente da cosa sia nata, ma il punto forse non è rispondere da cosa ma, “a come sta accadendo”. È successo tutto così velocemente, come l’acqua che scorre da una cascata e, dal quel momento in poi, le nostre vite si sono dirette in una caduta libera senza fondo, un fondo oscuro che incute paura anche a chi, ha sempre sostenuto che tutto questo fosse solo un’esagerazione.

Tutto quello che sta accadendo sembra surreale, improvvisamente ci siamo ritrovati il mondo sottosopra, molte volte nei libri di storia abbiamo riscontrato situazioni simili, ma viverle sulla propria pelle non è paragonabile, solo sentir dire che nel 2020 un virus abbia creato una catastrofe globale sembra una finzione. Fino al mese scorso il nostro più grande nemico era il 5 in matematica e, adesso, ci ritroviamo contro un avversario che non ha un volto, così piccolo ma così potente.

Noi due diciassettenni che in questo momento vorrebbero rappresentare e condividere la confusione di migliaia di adolescenti nel mondo, proviamo a spiegare il nostro punto di vista.

Gli adulti probabilmente sono portati a pensare che siamo felici, perché basta sapere che non dobbiamo andare a scuola e finiscono i problemi, e invece udite e provate a stupirvi…

E’ facile pensare che noi ragazzi oltre ad avere un rapporto con lo schermo del nostro cellulare non lo abbiamo con nessuno (e forse non è del tutto falso), è vero trascorriamo le nostre giornate con un dito che scorre kilometri su uno schermo, spesso dimentichiamo di apprezzare dettagli che fanno la differenza: come il suono degli uccellini che canticchiano al mattino, oppure la colazione a letto (che non riceviamo più da quando avevamo 6 anni all’incirca); sembra strano, e quasi può sembrare paradossale che noi ragazzi possiamo diventare in questo momento lo spiraglio di speranza degli adulti, che a differenza nostra si ritrovano nel panico più totale.

In questi giorni, come abbiamo già detto le nostre vite sono state stravolte, il giorno prima eravamo per locali a divertici e la mattina seguente tutto ad un tratto c’è stata negata persino la libertà di poter andare a scuola, e forse è stato proprio quello il momento in cui abbiamo captato che la situazione stava sfuggendo di mano, sapevamo che la frase “ scuole chiuse” era solo l’inizio di una reazione a catena, per cui finché abbiamo potuto siamo usciti ed è vero, comportandoci anche un po’ egoisti forse, ma non avevamo chiaro il “dove, come e perché fermarsi”…!

 

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TO BE CONTINUED...

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IL CGD RIMANE IN MOVIMENTO!!

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Racconti della seconda settimana

 

 

…Ma non avevamo chiaro il “dove, come e perché fermarsi”.

 

Vedere man mano il mondo che rallenta, le città che si fermano, Napoli ferma, e pensare che forse per noi Napoletani tutto questo è ancora più difficile, perché Napoli è un’ abbraccio che ti stringe il petto, è la chiacchierata sull’autobus con il vecchietto che non si conosce, è il caffè in compagnia in quei dieci minuti di pausa dal lavoro, Napoli è l'amarezza squarciata da un sorriso che appare sul viso di un bambino, come un arcobaleno dopo una pioggia di lacrime. Napoli è la bestemmia urlata nel traffico. Napoli è tutto e niente allo stesso tempo, e vederla così vuota trasmette malinconia nei nostri cuori.

Ci definiscono “terroni”, analizziamo questo termine: terrone significa -uomo legato alla propria terra- ed è vero lo siamo, siamo coloro che cantano canzoni a squarciagola di balcone in balcone per sentirsi meno soli e se questo vuol dire essere terrone, allora si, siamo fiere di esserlo.

 

Certo psicologicamente non è facile vedersi privati di una cosa tanto scontata da noi, come la libertà, soprattutto nel momento in cui nessuno era preparato, in una società che alle volte pare quasi non avere regole.

Non è facile, non è facile per nessuno, non si tratta di giovani che escono oppure di anziani che passeggiano, anzi, sembra strano ritrovarsi tutti sulla stessa barca, una barca che sta galleggiando in una tempesta e c’è bisogno del lavoro di tutti i marinai per far sì che questa barca non affondi.

 

                                      In questo modo chi resta a casa fa la propria parte.

 

Non disperatevi, non ascoltate chi grida che è arrivata “la fine del mondo”.

Le civiltà non possono morire così facilmente, d’altronde se l’unione fa la forza, prima di cadere il mondo dovrà scontrarsi con la voglia di vivere di un popolo intero.

È anche vero che quest’epoca si può definire tragica, ma non bisogna confondere la tragedia con la disperazione, quindi tenete duro, rispettiamo le norme di sicurezza e pian piano i cocci di questo mondo ribaltato si rincontreranno.

Dopotutto, domani è un altro giorno e non possiamo sapere cosa ci riservi il futuro.

 

 

To be continued

Progetto Futuro Prossimo Napoli

 

Laboratorio Casatorie: adolescenti ai tempi del corona virus.

 

La scuola non si ferma, e noi con lei!

 

 

Ed eccoci qui, di nuovo a scrivere su una tastiera che da inizio quarantena è diventata la nostra voce, scrivere ci aiuta a riflettere, ed è proprio quando pensiamo di non avere più parole, ecco che escono fuori nuovi pensieri. Nuove riflessioni, l’argomento? La didattica a distanza…!

 

Le scuole chiudono ma non smettiamo di studiare, noi che siamo abituati a guardare i nostri professori dietro ad una cattedra adesso li guardiamo dietro ad uno schermo, ed è al quanto bizzarro.

Quella della didattica a distanza è un’altra sfida che ci ritroviamo ad affrontare in questo periodo, una sfida sia per noi studenti che per i professori.

Viviamo in un mondo in cui tutto è sostituibile, ma un’aula virtuale non può competere con le nostre classi, un’aula virtuale non può competere con i nostri banchi, un’aula virtuale non può competere con quelle scomode sedie che prima o poi ci faranno ritrovare calve a furia di strapparci i capelli, un’aula virtuale non può competere con i sonnellini fatti di nascosto sui banchi che ci distruggono le ossa, un’aula virtuale non sarà mai di pari livello ai rapporti che si creano nell’ambito scolastico tra docenti, tra compagni di classe, tra compagni d’istituto.

È totalmente diverso!

 

La didattica a distanza, non offre sicuramente la preparazione di cui avremo bisogno, la mancanza di spiegazioni, interrogazioni, compiti in classe, sono vuoti impossibili da colmare on-line.

 

È solo un palliativo non un rimedio!

 

Le lezioni sono diventate motivo di stress, anche con quei professori che con le loro spiegazioni ci facevano sentire dei bambini incantati a guardare il loro cartone preferito; tra scarsa connessione, applicazioni che decidono di funzionare quando e come gli pare, professori non sempre capaci ad utilizzare un computer, studenti che cercano di trovare scappatoie per non seguire le lezioni, il risultato così è decisamente tutto troppo confusionario. 

Il problema più grande però è un altro, seguire le lezioni da casa diventa impossibile a causa del fracasso che ci circonda, non riusciamo a mantenere l’attenzione che si raggiunge in un’aula dove l’unica voce è quella del professore che spiega. 

Ma i problemi non finiscono qui…!

 

Sono in molti a pensare che le videolezioni siano surrogati perfetti di una normale lezione in aula, ma facendo alcune ricerche si può notare che una video lezione non può durare più di 40 minuti (ed i nostri mal di testa seguiti da occhi gonfi lo testimoniano), per non parlare poi dei chilometrici compiti assegnati da consegnare a scadenze brevissime e per ultime, ma non per importanza, le verifiche scritte.

 

In mezzo a tutto questo caos, vogliamo non pensare ai maturandi di questo 2020??! coloro che a breve affronteranno il temuto esame di maturità, coloro che stanno affrontando di più di quello che avrebbero dovuto già affrontare, in una parola ansia! (aggiuntiva).

E per quelli che pensano: “vabbè ma tanto è solo un esame”, forse non hanno ben chiaro che per molti di noi non è “solo un esame”, ma “l’esame!”, quello che valuta: gli sforzi, le paure, le rinunce, il non sentirsi “mai abbastanza”, le interrogazioni, le nottate passate a ripetere, le mattinate a correre per raggiungere in orario la scuola e molto altro ancora, infondo se si chiama “esame di maturità” ci sarà un motivo.

 

La verità è che non siamo abituati, non eravamo pronti e tantomeno preparati ad una situazione del genere ed adesso, ne stiamo subendo tutte le conseguenze.

È stato un colpo basso assestato bene per tutti noi!

Proviamo a ripeterci che magari, col tempo, ci abitueremo anche a questo, ma poi pensiamo e rettifichiamo, non dobbiamo limitarci ad abituarci, anzi, ci impegneremo ad imparare, tutto questo dovrà pur insegnarci qualcosa!

Insegnare però nel senso della vera etimologia del termine: lasciare un “signum”, forgiare, incidere qualcosa nell’anima. 

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Che poi, è proprio questo il vero compito della scuola, no?!

Allora ci ripetiamo che, si, oltre al questionario da completare di spagnolo su word, oltre a Sandro Boccelli studiato in Power Point, oltre alle disequazioni logaritmiche ed esponenziale spiegate in chiamata su Jitsi Meet, oltre a Carlo Goldoni spiegato in un audio, la scuola quest’anno ha deciso di insegnarci molto di più.

Questa situazione ci ha costretto a metterci in gioco e non ci arrendiamo, anche se le nostre armi per combattere non sono proprio le migliori, ci torna in mente Seneca: “gioiosa ed a testa alta, saprò cavarmela ovunque queste mi porteranno”.

Progetto Futuro Prossimo Napoli

Laboratorio On-line, Casastorie: Adolescenti ai tempi del coronavirus.

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In questi giorni di quarantena mi sono ritrovata a chiedermi: se dovessi scegliere tra quarantena e scuola, cosa sceglierei?

Sicuramente sceglierei la scuola! So che per alcuni miei coetanei sembrerei una pazza, ma la penso così perché oggi mi ritrovo chiusa in casa, a guardare il mondo dalle finestre, per ammirare la primavera senza poterla toccare, annusare... Ecco perché sceglierei la scuola al posto della reclusione, perché il percorso scolastico mi offre l’opportunità di vivere il mondo sociale e culturale. L’emergenza COVID-19 ha messo tutto il mondo a dura prova, ma la scuola non crolla, resta in vita grazie alle tecnologie come computer, smartphone, tablet, e grazie a queste possiamo andare avanti col nostro percorso.

Tutto ciò per me è molto strano perché non mi sono mai trovata in queste circostanze, che mi fanno approcciare ai professori attraverso le videolezioni, whatsapp ecc. Nonostante questo, la difficoltà di usare programmi e piattaforme è riscontrata sia dagli studenti che dai professori. Si ritiene quasi scontata la presenza di computer e wi-fi nelle case di tutti gli alunni, ma non è così, ed è uno dei problemi che io ho riscontrato maggiormente sulla mia pelle, ma sembra che non tutti i professori lo capiscano, che usino Empatia con noi, non si soffermano sulle difficoltà o necessità, vanno avanti imperterriti. Si dovrebbe capire che non tutti hanno le stesse possibilità. Inoltre questo modo di fare scuola abbassa l’attenzione degli studenti, per cui una delle difficoltà dei professori è accertarsi che tutti seguano le lezioni e il programma.

Per concludere voglio dire che spero che questa situazione finisca al più presto, perché questa quarantena mi ha fatto comprendere ancora di più il mio interesse verso la scuola e quanto essa abbia la capacità di farmi sentire meno sola e libera.

Progetto Futuro Prossimo Napoli

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Laboratorio On-line, Casastorie: Adolescenti ai tempi del coronavirus.

In questi giorni di quarantena mi sono ritrovata a chiedermi: se dovessi scegliere tra quarantena e scuola, cosa sceglierei?

Sicuramente sceglierei la scuola! So che per alcuni miei coetanei sembrerei una pazza, ma la penso così perché oggi mi ritrovo chiusa in casa, a guardare il mondo dalle finestre, per ammirare la primavera senza poterla toccare, annusare... Ecco perché sceglierei la scuola al posto della reclusione, perché il percorso scolastico mi offre l’opportunità di vivere il mondo sociale e culturale. L’emergenza COVID-19 ha messo tutto il mondo a dura prova, ma la scuola non crolla, resta in vita grazie alle tecnologie come computer, smartphone, tablet, e grazie a queste possiamo andare avanti col nostro percorso.

Tutto ciò per me è molto strano perché non mi sono mai trovata in queste circostanze, che mi fanno approcciare ai professori attraverso le videolezioni, whatsapp ecc. Nonostante questo, la difficoltà di usare programmi e piattaforme è riscontrata sia dagli studenti che dai professori. Si ritiene quasi scontata la presenza di computer e wi-fi nelle case di tutti gli alunni, ma non è così, ed è uno dei problemi che io ho riscontrato maggiormente sulla mia pelle, ma sembra che non tutti i professori lo capiscano, che usino Empatia con noi, non si soffermano sulle difficoltà o necessità, vanno avanti imperterriti. Si dovrebbe capire che non tutti hanno le stesse possibilità. Inoltre questo modo di fare scuola abbassa l’attenzione degli studenti, per cui una delle difficoltà dei professori è accertarsi che tutti seguano le lezioni e il programma.

Per concludere voglio dire che spero che questa situazione finisca al più presto, perché questa quarantena mi ha fatto comprendere ancora di più il mio interesse verso la scuola e quanto essa abbia la capacità di farmi sentire meno sola e libera.

I ragazzi del Progetto Futuro Prossimo Napoli per il Laboratorio Casastorie: adolescenti ai tempi del coronavirus!

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Dove: Laboratorio On-Line

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Quando: Il martedì e il venerdì

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In tempo di quarantena e distanza sociale, ci siamo soffermati a riflettere su alcune questioni riguardanti la nostra vita e la nostra quotidianità, in particolare il nostro percorso scolastico. Sono tanti i dubbi che ci assalgono, in un clima di incertezza e precarietà diffusa: cosa sarà di questo anno scolastico? Cosa ci riserva il futuro? La scuola non sarà mai più come prima? Allora perché non mettere nero su bianco queste domande e rivolgerle a chi più di chiunque altro può darci delle risposte? Ecco la nostra intervista ai Dirigenti Scolastici delle scuole che frequentiamo

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Domande per Intervista

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  1. La scuola Italiana, e in particolar modo la scuola campana, prima dell’emergenza sanitaria ha dato

troppa poca importanza alla didattica informatica e a contenuti digitali? E questo quanto ci ha colto impreparati?

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2. La didattica a distanza può avere lo stesso valore della didattica reale a cui siamo stati abituati fino ad

ora?

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3. Viste le difficoltà legate ai dispositivi digitali, è giusto far risultare come assente l’alunno che non riesce a partecipare alle video lezioni?

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4. Quanto sono cambiati gli orari della didattica a distanza rispetto alla didattica della scuola tradizionale?

 

5. In questa nuova versione di Scuola a distanza, i docenti e i Dirigenti Scolastici che importanza possono

e riescono a dare all’Empatia?

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6. Sono state già previste delle linee d’intervento al fine di colmare le lacune procurate e/o aumentate

da questo periodo di Emergenza Sanitaria? Quale può essere una modalità per intervenire in tal

senso??

 

7. Recupero debiti scolastici quali sono le previsioni maggiormente auspicabili e realizzabili??

 

8. Rispetto alla Promozione e alla bocciatura come pensa di doversi regolare la scuola a livello pratico??

La giusta soluzione è promuovere tutti??

 

9. Se le previsioni fatte sono giuste cosa dobbiamo aspettarci per settembre? come sarà il rientro a scuola??

 

10. In base alle conoscenze e alle informazioni giunte fin ora, quali saranno le modalità previste per l’esame di maturità?

 

11. In base alle conoscenze e alle informazioni giunte fin ora, quali saranno le modalità previste per l’esame di terza media?

 

12. Consigli utili per arrivare preparati e pronti all’esame di maturità?

 

13. Consigli utili per arrivare preparati e pronti all’esame di Terza media?

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